mercoledì, 04 luglio 2007
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Non stupitevi troppo. È un film che come pochi altri trasmette la libertà di quei tre o quattro anni dal ’70 al ’74 in cui si è creduto che il mondo potesse essere ricostruito. Pochi anni: nel ’74 era già tutto finito. In Italia, poi, non ne parliamo. Chissà come mai noi ce la siamo vissuta così violentemente.. per quanto non sarà da me che sentirete parlare male degli anni di piombo. Ma questo è un capitolo che non apro qui. In ogni caso è un onore essere nata in quegli anni. E Gola profonda restituisce in modo fedele quell’atmosfera folle e giocosa, pura e maliziosa al medesimo tempo.
La regia per esempio è un tutt’uno con la scena, allo stesso medesimo livello di interazione, non è supervisione, è partecipazione assoluta e non solo perché la mdp tende a stare bassa, ma anche per il modo in cui viene usata. È tutto un gioco, un amplesso in cui la macchina si pone come paritetica.
Sono tante le trovate registiche, in Gola profonda, a testimonianza dell’ispirazione.
Inizia con un classicone che mai come in questo film risulta azzeccato: sui titoli di testa, donna – Linda Lovelace, ovviamente – guida, sola in macchina, per le strade di Miami. Già l’inizio è un mondo di film e di richiami.
Ciò che è molto interessante in particolare è la dialettica vero-finto che si presenta fin dal prologo, in cui si spiega che il film che si sta andando a vedere è un documentario. E poi la voce chiude: "Stiamo scherzando, naturalmente", instaurando subito un clima di complicità e pari grado con lo spettatore.
Ma Gola profonda è anche un documentario, perché la mdp va a mostrare tutto il mostrabile, insinuandosi ovunque, con un desiderio di guardare e appunto documentare che mette il punto a ogni altro possibile voyerismo. Si trasforma in un vero e proprio doc in particolare quando si mette a registrare il talento di Linda Lovelace la quale, come in un vero documentario, compare con il suo vero nome (e questa interessante abitudine sarà poi mutuata da tutta la cinematografia porno a venire).
Le scene delle fellatio di Linda riassumono la doppiezza del film: da principio la mdp registra quasi attonita ciò che Linda è in grado di fare, poi subentra la necessità di narrazione e quindi tramite il montaggio di fuochi d’artificio e campane etc etc (altro leit motiv ripreso a più non posso dal cinema non solo porno a venire) si mette in scena l’orgasmo “orale” di Linda.
A fianco dei momenti "veri" c'è poi la fiction, che è veramente molto fiction: anzi, è oltre. Il clima da parodia pervade tutto il film: i dialoghi sono sempre sopra le righe e le situazioni sono esilaranti. Il tutto a costruire un mondo solare (siamo a Miami: mare, luce, estate, vacanza) in cui il sesso è una specie di Eden.
Ciò che distingue Gola profonda è il costante intento di non desiderare e non tendere mai ad altro che a sé stesso, ovvero al gioco.
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